7 domande di mercato, 7 risposte di Anima SGR


Dopo un'estate ricca di eventi per i mercati e dopo le dichiarazioni della FED e della BCE e le conseguenti politiche monetarie divergenti, in vista dell'ultimo trimestre dell'anno, Anima SGR ha risposto ad alcuni interrogativi degli investitori ed ha analizzato possibili scenari per i prossimi mesi. Le risposte sono di Samuele Chiodetto (Portfolio manager azionario e gestore del fondo Anima Alto Potenziale Globale A), e Mario Pavan (Portfolio manager obbligazionario e gestore del fondo Anima Fix Obbligazionario Globale).

1. Quali sono gli effetti sui mercati obbligazionari della divergenza delle politiche della FED e della BCE? 

Mario Pavan. Nel corso dell'estate abbiamo avuto conferma della divergenza tra FED e BCE si è accentuata ulteriormente. Dopo il discorso a Jackson Hole di Janet Yellen i mercati hanno capito cosa determinerà la tempistica del rialzo tassi USA, ovvero la salute del mercato americano. Quindi, bisognerà monitorare la crescita dei salari. Dall’altra parte, il quattro settembre la BCE ha varato un nuovo programma di easing monetario, annunciando l’acquisto di titoli ABS. Non sappiamo ancora i dettagli, ma il semplice annuncio ha fatto sì che i mercati azionari iniziassero a scontare l’ulteriore iniezione di liquidità da parte della Banca centrale europea. Ci troviamo quindi con banche centrali su sentieri divergenti. E questo avrà ripercussioni sia sul mercato obbligazionario sia su quello valutario.

 E quali gli effetti sul mercato azionario?

Samuele Chiodetto. L’intervento della BCE ha portato a una divaricazione in termini di politica monetaria tra USA ed Europa. È un primo elemento importante. L’Europa finalmente avrà un bilancio BCE in espansione, sui livelli di alcuni anni fa. Crescendo, l’aggregato monetario potrebbe far ripartire il ciclo di credito, gli investimenti e l’economia. Tutto questo riduce il premio a rischio su asset rischiosi. L’azionario, quindi, ha subìto una sorta di re-rating automatico. Il taglio dei tassi riduce il costo del finanziamento per gli stati e per le imprese. Si ripartirà quindi con nuovi investimenti. Inoltre, l’intervento della BCE porta in una situazione di maggior competitività alcune
aziende che esportano.

2. L'ultima mossa di Draghi è stata un taglio di tassi. Quale impatto ha avuto e avrà sulle valute?

Mario Pavan. La divergenza tra politiche monetarie ha avuto un impatto, e continuerà ad averlo, sul cambio euro-dollaro. Una banca centrale che rappresenta un’economia in crescita alzerà i tassi. Ed è un segnale positivo per il dollaro americano. Mario Draghi, invece, ha dato un segnale di negatività per l’euro. E lo abbiamo visto nel movimento del cambio, passato da 1,33 a 1,285. Dal momento che la divergenza persisterà per un periodo consistente, pensiamo che l’apprezzamento del dollaro possa avere molto tempo per svilupparsi. Certo, ci sarà volatilità, ma riteniamo che quello cominciato sia un trend che durerà per un po’ di tempo.

3. Nei prossimi mesi si concluderanno l’asset quality review e gli stress test alle banche europee. Che opinione ha Anima sul tema?

Samuele Chiodetto. L’anno prossimo arriverà l’unione bancaria. La BCe assumerà la vigilanza sull’80% delle banche in Europa. L’asset qulity review e gli stress test rappresentano una sorta di chek up del sistema bancario europeo. Tramite gli stress test si cerca di mettere la banca in una situazione di stress per vedere se è in salute e in grado di subire un peggioramento della situazione finanziaria ed economica. Con l’unione bancaria il sistema sarà più solido dal punto di vista dei fondamentali. Di conseguenza si ridurrà il premio a rischio sul settore. Per questo siamo positivi e costruttivi. Vedremo se nei prossimi mesi ci saranno opportunità per aumentare il nostro sovrappeso.

4. Quale è view di Anima sull’andamento dei tassi in Europa e Usa?

Mario Pavan. Negli Stati Uniti la FED inizierà a rialzare i tassi tra la fine del primo e l’inizio del secondo trimestre del prossimo anno, in funzione del miglioramento del mercato lavoro. Situazione opposta in Europa, con la BCE che punta a fornire ulteriore liquidità alle banche. Le
caratteristiche di questo prestito ci fa pensare che i tassi rimarranno così bassi per almeno altri due anni.

5. Qual è la view di Anima sull'Italia?

Samuele Chiodetto. L’Italia è stata ancora una volta un mercato volatile. Abbiamo visto un inizio d’anno forte, con ritracciamento durante l’estate. Ci sono tante opportunità, ma il percorso di uscita dalla crisi rimane insidioso e lungo, soprattutto dopo aver visto gli ultimi due trimestri, con PIL negativo. L’intervento della BCE aiuta, grazie alla riduzione del premio a rischio e all’abbassamento dei tassi. Aiuta anche perché la svalutazione dell’euro rende più competitivo il nostro Paese. È essenziale però che la politica monetaria vada avanti accompagnata anche da una politica fiscale e da una politica di riforme strutturali da parte di tutti i Paesi UE.

6. I mercati emergenti possano performare fino a fine anno? Dove posizionarsi? Che aspettative per l’azionario pacifico e il Giappone? 

Samuele Chiodetto. Dopo lunghi anni di sotttoperformance, nell’ultimo semestre abbiamo finalmente visto un recupero delle piazze emergenti grazie ad alcuni catalist. Per alcuni Paesi, come la Turchia, l’Indonesia e ll’India, è stata la politica il principale driver. E ora anche le elezioni in Brasile potrebbero essere un catalist positivo. Per la Cina, invece, c’è stata una stabilizzazione della situazione macro nel secondo trimestre di quest’anno, oltre a politiche liberiste più a favore dell’espansione del mercato. In Giappone, poi, abbiamo avuto negli ultimi trimestri un calo dei consumi che dovrebbero però recuperare nel prossimo semestre. Anche qui abbiamo in corso politiche fiscali e monetarie a favore del mercato che hanno ridotto il premio a rischio e la volatilità.
Le crescite attese sono inferiore rispetto a quelle di alcuni anni fa, ma le valutazioni sono diventate interessanti e viaggiano sui minimi degli ultimi 5-6 anni.

7. Il trend positivo dell’Italia continuerà? Siamo all’inizio di un bull market? L’andamento degli altri mercati potrebbero influenzare l’Italia?

Samuele Chiodetto. Per quanto riguarda la prima parte della domanda speriamo davvero che per l’Italia il trend rialzista partito due anni fa possa essere l’inizio di un bull market. Per il resto, è ovvio che la volatilità che incontreranno gli altri mercati toccherà anche l’Italia. E, come è successo in alcune situazioni passate, se le ragioni di un eventuale storno interesseranno tutti i mercati, allora in quel caso la correlazione aumenterà. Comunque, sull’Italia restiamo costruttivi. Gli spazi per crescere sono importanti. Ma non dimentichiamo le parole di Draghi: “E’ importante sia la politica monetaria sia quella fiscale, ma sono importantissime anche le riforme strutturali, che irrobustiscono il percorso di uscita dalla crisi”. Senza riforme restiamo fragili.
 

 

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