5 conferme e 5 sorprese di quest’anno


Alla ricerca di un modo efficace e sintetico per rappresentare questo 2015, ho optato per un elenco di quelle che a mio modo di vedere sono state le cinque principali conferme, e delle cinque principali sorprese.

Conferme:

1) il QE della BCE.
Dopo lunga gestazione, alla fine la banca Centrale Europea ha varato un robusto Quantitative Easing nel primo trimestre dell’anno. Se questa era forse una mossa scontata, l’entità, ma sopratutto il suo incremento meno di un anno dopo il varo lo erano un po’ meno.

2) Il rialzo dei tassi US.
Un altra attesa rispettata, sebbene in extremis. Il 2015 segna il ritorno della Fed alla politica monetaria tradizionale, in un certo senso (siamo ancora lontani dallo smantellamento del bilancio FED).

3) Il rafforzamento del dollaro e l’indebolimento dell’euro.
Diretta conseguenza dei punti 1 e 2. Il biglietto verde si è apprezzato di circa un 9% (Dollar Index), e l’euro si è indebolito più o meno di altrettanto (10%)

4) Ripresa Europea.
Dopo un paio di false partenze, l’economia EU ha infine accelerato, e si è assestata su un tasso di crescita intorno all’1.5% annualizzato. Un tasso inferiore alle attese, ma accettabile alla luce degli shock che ha dovuto assorbire.

5) La Grecia è restata nell’euro e sotto il programma EU.
Ad un certo punto è sembrato che questa dovesse rivelarsi come una delle più grosse sorprese dell’anno,  ma alla fine ha prevalso la ragione.

Sorprese:

1) Petrolio.
Smentendo il consenso che si attendeva un rimbalzo, o per lo meno una stabilizzazione, l’oil ha perso un ulteriore 30% . Ugualmente sorprendente il -23% del paniere di commodities CRB, ai minimi dal 2002.

2) Svalutazione e mini bolla equity cinese.
Che il colosso asiatico avrebbe rallentato la crescita, erano in molti ad attenderselo. Ma che i mercati locali avrebbero fatto un andata e ritorno a +60% e le autorità avrebbero attenuato il peg col dollaro ha sorpreso assai di più. L’impatto sulle economie asiatiche è stato fortissimo.

3) Abbandono del floor con l’euro da parte della Swiss National Bank.
Dopo, erano tutti d’accordo che era l’unica cosa che poteva fare. Ma l’improvviso abbandono del floor da parte della banca Centrale Svizzera ha prodotto un oscillazione del 20% sul cambio, che ha frantumato parecchi record. Come corollario, l’SNB ha definitivamente sdoganato i tassi negativi, portando il deposito a -0.75%.

4) Borse Europee.
Il fatto che, nonostante il QE, la  svalutazione dell’euro e la ripresa, l’Eurostoxx (principali 50 titoli europei) stia ancora lottando, a una manciata di sedute da fine anno,  per mantenersi in positivo, è, a mio modo di vedere, una discreta sorpresa.

5) Volksvagen
Non avrà forse tutte le conseguenze sistemiche che gli sono state attribuite al suo esplodere. Ma la vicenda del software truffa della casa automobilistica tedesca resta a mio modo di vedere uno dei fatti più sconcertanti di questo 2015.

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