2016: l’alta volatilità degli azionari pharma


Per definizione il settore sanitario è direttamente correlato a quello assicurativo, questo perché il modello dell’assicurazione privata nasce dall’esigenza degli utenti di investire personalmente (in assenza di forme di regolazione o di strumenti di garanzia provenienti dai pubblici poteri) per scongiurare determinati rischi socio-sanitari. L’evoluzione delle politiche sanitarie ha sempre coinciso in buona parte con la nascita e con l’evoluzione dei processi comunitari di integrazione, sia in Europa che negli Stati Uniti. Pertanto, tali processi non hanno tradizionalmente riguardato, e non riguardano comunque, i sistemi di welfare, bensì prevalentemente la sfera economica dei singoli Paesi.

Quello farmaceutico è un comparto evoluto, innovativo, capace di generare reddito a tutti i livelli, dalle case di produzione farmaceutiche, al trasporto italiano ed estero, fino alle farmacie territoriali che vendono i prodotti al dettaglio. È un segmento caratterizzato da importanti investimenti e in ricerche all’avanguardia, impegnato continuamente nella realizzazione di nuove cure, prodotti e farmaci da immettere sul mercato. In Italia, il settore ricerca e sviluppo farmaceutico è uno dei più attivi, e gli investimenti privati e pubblici correlati al segmento sono in continuo aumento, ed è continuamente stimolato alla crescita, al reperimento di nuove soluzioni, grazie ad un continuo flusso di risorse economiche.

Nel 2016, l’azionario farmaceutico ha avuto un andamento altamente volatile, in linea con il trend globale dei mercati finanziari, visti i numerosi eventi politici avvenuti nell’anno. Il più forte calo del settore, da febbraio, si è registrato a inizio novembre, dopo che due deputati Usa hanno chiesto all’Antitrust federale americana di aprire un’inchiesta per presunti accordi irregolari sui prezzi di insulina ed altri farmaci per il diabete, impattando anche sulle performance dell’intero azionario mondiale. Il comparto era inoltre penalizzato anche dalla possibile prospettiva dell’arrivo di Hilary Clinton alla Casa Bianca, che poteva quindi significare un inasprimento delle regole sui prezzi, e che non avrebbe di certo aiutato i titoli del settore. Subito dopo l’elezione di Donald Trump, infatti, come l’azionario americano in generale, il segmento farmaceutico ha realizzato un cambio di direzione rialzista.

Guardando all’andamento dei sei fondi azionari del settore sanitario con il Marchio Funds People, di cui cinque Consistenti e uno Blockbuster, notiamo come tutti e sei i comparti abbiano registrato delle performance più che positive a cinque e a tre anni, accusando però dell’alta volatitlità dei mercati del 2016. Tra questi troviamo due fondi della società italiana Eurizon Capital, ovvero il Consistente Eurizon EasyFund Equity Pharma, che ha performato il +18,69% a cinque anni (+14,31% a tre anni), e il Blockbuster Eurizon Azioni Salute con il +14,76% (+9,99% a tre anni).

Il prodotto che ha reso meglio è il Candriam Equities L Biotechnology con il +29,25% a cinque anni (+19,18% a tre anni), un azionario biotecnologico che investe in azioni di società attive nel settore della biotecnologia e con sede legale e/o attività principale in tutto il mondo (con prevalenza negli Stati Uniti). Al secondo posto troviamo il Julius Baer Multistock Health Innovation con il +29,06% a cinque anni (+19,06% a tre anni), che investe anch’esso in azioni di società attive nel settore biotecnologico con prevalenza negli Stati Uniti, seguito dall’NN (L) Health Care con il +21,31% (+16,86% a tre anni), che investe in aziende che operano nel campo della salute in tutto il mondo, in particolare quelle che operano nei settori delle attrezzature e servizi sanitari, ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti farmaceutici o biotecnologici.

Diapositiva1

Fonte Morningstar Direct. Rendimento a 5 fondi azionari pharma con il Marchio Funds People.

Società

Altre notizie correlate


Prossimi eventi